Solidarietà colla nostra compagna Lucie, stuprata da un fascista!

Solidarietà con Lucie !

Vogliamo esprimere la nostra solidarietà con Lucie, chi nella sua attività antifascista è stata stuprata da un fascista nel mese di agosto 2013.

Per noi, si tratta di un crimine fascista, con obiettivo di distruggerla, costringerla a tacere e annichilire la sua volontà di combattere il capitalismo, l’imperialismo, il fascismo ed il patriarcato. Denunciamo questo crimine político contro una militante.

Questo stupro ha fallito nell’intentare fermare la sua determinazione a combattere ed a condurre la lotta antifascista. Il coraggio di Lucie ha trionfato della repressione fascista.
Vogliamo proteggere questa compagna, e per questo intendiamo conservare il suo anonimato. Il suo corpo non è un campo di battaglia, nemmeno una bandiera. Rispettiamo la sua scelta di non formulare una denuncia in questura.

Sicarii dei capitalisti, i fascisti reprimono e intentano a terorizzare gli operai, gli immigrati, i musulmani/ le musulmane, militanti sindicali, politici, antifascisti. Sono pronti a stuprare e ad amazzare per demoralizzare quelle e quelli che si oppongono agli interessi dei capitalisti.

La propaganda e la politica razzista e islamofobica dello Stato Francese incoraggia le agressioni contro le donne velate, le donne di colore, agressioni sessiste, razziste, fasciste e/o quelle poliziesche. Il governo precedente ha facilitato la mobilitazione delle forze reazionarie contro il matrimonio per tutti, provocando un’ aumentazione delle violenze homofobiche, transfobiche, lesbofobiche, bifobiche e la violenza certe volte criminale contro i militanti antifascisti.

Non aspettiamo niente di un governo servendo anche lui i capitalisti, conducendo una politica razzista, di destruzione sistemica dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

La violenza della società capitalista e patriarcale è concreta e colpisce ogni giorno gli opressi. Ci sono crimini che la gente tacce, crimini nascosti, crimini che sono acettati come facendo parte della vita quotidiana. Non vogliamo abbassare giù la testa. Di fronte alle violenze del capitalismo, del patriarcato, di fronte al razzismo e all’islamofobia, come Lucie, vogliamo costituire un fronte, vogliamo combattere. Chiamiamo alla mobilitazione in solidarietà con Lucie.

Contro i crimini fascisti, sessisti e patriarcali, autodifesa, solidarietà ed unità!


Dichiarazione dell’Organizzazione Communista Futuro Rosso

Solidarietà colla nostra compagna Lucie, stuprata da un fascista!

“Troia sinistroide, putanna antifascista”

Sono state le parole di un militante fascista alla nostra compagna Lucie, mentre la stava stuprando, il 9 d’agosto 2013, nella strada, allora che tornava di una serata.

Per proteggere la nostra compagna, proteggeremo il suo anonimato. Non daremo più precisioni, nè nome, nè luogo, e chiediamo a tutti di rispettare questa scelta necessaria.
L’obiettivo di quest’agressione era di fermare lo sviluppo dell’attività antifascista nella città della nostra compagna, ma ha fallito perchè lei continua a combattere. Era anche un messaggio indirizzato all’insieme dei militanti antifascisti dello Stato francese.

E’ la scelta della nostra compagna di denunciare il crimine di cui è stata vittima e questa scelta è un’altra prova del suo coraggio che salutiamo. Lei soffre di postumo per la sua vita intera. Con lei, è la nostra intera organizzazione ad essere stata colpita, con lei, è l’insieme dei militanti che lottano contro i fascisti che sono stati attaccati.
Uno stupro è un crimine, uno stupro comesso da un fascista, per ragioni politiche, è un crimine fascista e sessista.

Affirmiamo di nuovo la nostra solidarietà con le vittime di violenze e crimini fascisti nel mondo intero, crimini di cui lo Stato francese è solidale e complice. L’esercito è diventato specializzato nell’esportare i suoi saperi controinsurrezionali, lo Stato francese non è mai andato indietro di fronte ai crimini di massa, in particolare contro le donne, per mantenere il proprio giogo sui paesi dominati. Affirmiamo di nuovo la nostra solidarietà con le vittime della repressione fascista nello Stato francese ed i loro compagni, repressione che nel 2013 è andata fino all’omicidio.

Non ci vergoniamo. La vergogna c’è per farci tacere. Nessun sopravivente puo essere considerato responsabile della barbarie del sistema capitalista e patriarcale. E’ questa società una vergogna.
Vogliamo portare un messaggio di solidarietà a tutte le vittime di violenze sessuali. Sono le nostre compagne, sono combattenti. Sono gli agressori ad essere sporcati e degradati.

Più di un anno per denunciare un crimine fascista…

È stato necessario un anno per rendere publicco questo crimine fascista. Il corpo della nostra compagna non è un campo di battaglia. Che lei sia in sicurezza materiale e morale è stato la nostra priorità.

Per proteggerla, abbiamo dovuto lottare contro le attitudine e propositi reazionari che sono stati espressi nel nostro vicino entourage politico e gli effetti demoralizzanti che speravano i fascisti facendo quest’agressione.

Come organizzazione, non abbiamo nessuna illusione nella democrazia borghese. La repressione fascista e poliziesca è un rischio che assumiamo, che già abbiamo incorso più volte. Ogni episodio repressivo che abbiamo vissuto ha rinforzato la nostra capacità di resistenza, la nostra determinazione. La nostra compagna è un esempio di resistenza, di sopravivenza, che tutti possono salutare.

Siamo più che mai determinati a buttare giù il sistema capitalista di cui le violenze fasciste sono i sintomi della propria completa degenerazione. Abbiamo sempre di più la volontà di rompere le catene dell’oppressione sessista. Speriamo che la rabbia di vincere, la voglia di lottare verranno rinforzati anche da voi al leggere i fatti che esponiamo.
È la nostra ribellione di fronte alle direzioni borghesi dei movimenti di massa e alle direttive delle prefetture che fanno le nostre qualità e vogliamo essere sempre di più un veleno per loro.

Valorizzare l’impegno delle donne nell’antifascismo

Ideologia fascista e sessista funzionano insieme. I fascisti, di solito, quando attacano una militante indirizzano un messaggio prima di tutto agli uomini delle nostre organizzazioni e del nostro ambiente. Minacciare di stupro, aggredire sessualmente o stuprare una militante o la ragazzina di un militante, è come dire agli antifascisti, come lo scrive Virginie Despentes, “trombo la tua donna dopo avertela rubata”. È la loro proprietà che vogliono degradare per togliere ai nostri compagni tutto spazio di ripiegamento e di sicurezza, rompere il morale. Uno stupro di guerra.

Mostriamo a questo fascista, mostriamo a tutti quelli fascisti, poliziotti, agressori che pensano che possono fare tutto ciò che vogliono delle donne, che esse non sono la proprietà di nessuno. Mostriamoli come solidali, in mescolanza o in non-mescolanza, sono pericolose.

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Le agressioni contro donne velate, in cui le togliono il velo, fatti dai poliziotti o fascisti, sono atti sessisti e razzisti. Togliere violentamente un velo è un attentato al pudore, spesso acompagnato di violenze fisiche e anche sessuali. Lo Stato ed i governi fanno di tutto per escludere le donne velate dello spazio pubblico, per legge, con un accanimento propagandistico, e incoraggiano il rigetto e le violenze.
Attacarsi alle donne di colore e alle coppie miste significa ridurre le donne a solo strumenti di riproduzione. Nell’immaginario dei reazionari, è con il ventre delle donne che si fa “la grande sostituzione” con obiettivo di “mescolare la razza bianca”.
Valorizzare l’impegno antifascista delle donne significa non solo lasciare a loro il proprio spazio nelle organizzazioni antifasciste, ma anche lottare contro il razzismo e l’islamofobia, avere una pratica e delle parole d’ordine in direzione delle classi popolari.

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Guardare in faccia la barbarie della società capitalista e fortificare le nostre posizioni

Ciò che ha subito la nostra compagna ci ha costretti a guardare negli occhi la barbarie del sistema capitalista. Non potremmo pretendere essere rivoluzionari se rifiutiamo d’affrontare le tremende violenze che genera questo sistema, perchè rifiutare di guardare l’orrore della realtà significa rifiutare la lotta contro le stesse violenze.

In questa società che lascia gli individui soli, sballotati dal sistema capitalista, dobbiamo affrontare logoramenti e traumi, e abbiamo bisogno di ricostruire lo spazio collettivo e la solidarietà. Ogni compagno di lotta, ogni proletario è capace di portare la sua parte nella lotta per la rivoluzione, di aiutarci a costruire una società liberata dello sfrutamento e delle oppressioni. Non potremmo costruire la rivoluzione se calpestiamo i nostri compagni.

La lotta contro l’influenza del sessismo nelle nostre organizzazioni ed i nostri ambienti
Non ci sentiamo proprio in grado di dare lezione di antisessismo a qualche personna o grupo. I ritardi nella nostra capacità ad esprimersi pubblicamente sono di una parte dovuti a elementi esteriori, ma dall’altra riflettono una realtà interna che non è al passo con ciò che vorremo mostrare fieramente.

La società patriarcale indebolilsce ogni giorno di più. Ma la nostra cultura e le nostre relazioni sono impregnate di rapporti sessisti. L’essenziale è di riconoscerlo, di non acontentarsi di una autosoddisfazione da oppressori adagi nel proprio ruolo di oppressori, ma invece di lottare contro.

Non sono quelle e quelli che denunciano sessismo, razzismo, islamofobia, lesbofobia, homofobia, transfobia, bifobia, queerfobia che sono una minaccia per le nostre organizzazioni, invece la minaccia sono questi stessi rapporti d’oppressione.

Nei fatti che denunciamo, c’è solo d’ecezionale un nemico politico che ha comesso questo crimine. Lo stupro è una realtà di massa, giacchè sono 150 000 stupri comessi ogni anno contro le donne nello Stato francese. Lo stupro è una arma da guerra usata contro le donne. Ed è una guerra che si svolge prima di tutto negli spazi affinitari perchè 85% degli stupri sono comessi da personne conosciute delle vittime e 60% al proprio domicilio.

Ogni parola denunciando un’agressione sessista, uno stupro, apre una breccia nell’omertà che viene imposta alle ragazze vittime di stupro. Che questa parola possa incoraggiare altre donne a parlare rappresenta un rischio troppo importante per tutti quelli che non hanno la coscienza a posto. Ecco perchè abbiamo dovuto affrontare risate, ostilità, minimizzazione dei fatti che stava denunciando la compagna nel nostro più costretto entourage politico. Quando ci si costringe una a tacere, è come dire a tutte le altre che non devono parlare.

L’impasse dell’antifascismo repubblicano

Vogliamo dimostrare la responsabilità del Partito Socialista in quello che è successo : ha lasciato coscientemente le orde fasciste irrompere per le strade durante più mesi in tutto lo Stato francese, all’occasione del movimento contro il matrimonio per tutti. Inoltre, qual’è stato l’effetto delle misure di scioglimento dei gruppi fascisti presi da Manuel Valls? Un fascista, poco tempo dopo queste misure, non ha temuto di stuprare una delle nostre compagne.

Talvolta la borghesia reprime i suoi sicarii fascisti quando loro superano i limiti de la propria missione di terrore. Ma sono uno degli apparecchi di repressione della borghesia, come la polizia. Vana e distruttrice delle forze militanti la tattica di bussare alla porta delle preffetture e dei municipii. Polizia e giustizia fanno delle barriere insormontabile davanti alle sopraviventi di agressioni sessiste, hanno anch’esse come funzione di mantenere l’ordine borghese e patriarcale.

L’antifascismo non ha bisogno di presentare un volto gentile, di spoliticizzarsi e di seguire i socio-democratici per conquistare le masse. L’antifascismo non è un questione di morale, è una questione di classe, è una lotta contro uno delle braccia armato della borghesia e contro le divisioni che essa dissemina tra di noi. Le idee reazionarie stanno prendendo lo vantaggio. Tocca a noi saper portare le parole d’ordine e le pratiche che possono ricostituire la coscienza, l’organizzazione e la solidarietà di classe tra i proletari.

Che sia salutato il coraggio della compagna, che la sua parola vi trasmetta tutta la sua determinazione, tutta la sua collera, tutta la sua volontà di vincere.

Di fronte alla violenze sessiste e fasciste, costruiamo la solidarietà di classe!
Unità e solidarietà contro i fascisti, sessisti e stupratori, sicarii dei capitalisti e del patriarcato!


ACAB

OCFR 1La nostra compagna Lucie, stuprata da un fascista nel mese di agosto 2013, vuole spiegare perchè non andrà in questura a denunciare. Sottoscriviamo siccuramente a questa dichiarazione ed è con fierezza che la pubblichiamo. Solidarietà con le vittime di violenze poliziesche, e con gli incarcerati!

A.C.A.B.

Quando mi dicono “ polizia” ho la nausea, quando gli vedo sono arrabbiata. Perchè? Perchè, per me, sono i sicarii del Capitale, sono i miei nemici quotidiani, sono loro che ci danno a manganellate, che ci espulsono, che ci arrestano, che ci colpiscono, che talvolta possono anche stuprare o amazzare. La polizia non è e non sarà mai l’alleata mia. Mai smetterò di odiarli. La borghesia da a loro il potere di darsi al proprio pulsione barbarico.

• Giovedi 21 di Agosto 2014, poliziotti trascinano di forza un algerino di 51 anni sotto il colpo di un arresto d’espulsione che muore d’asfissia secondo la procura… Che considera a priori accidentale questa mortà…
• Il 21 di aprile 2014 i militanti della CREA ( Campagna di Requisizione, d’Aiuto reciproco e d’Autogestione) di Tolosa sono repressi durante l’apertura di due case nel quartier della Roseraie. Circondati da una centinaia di sbirri, gli occupanti decidono di partire evitando gli arresti. Pero i militanti considerati come CREA sono violentati dai poliziotti: manganelli, lacrimogeni, bombe a mano per romper il cerchio… Un militante è colpito da un proiettile di LBD 40 nella testa, più della mità delle ossa del volto esplodano. Quattre persone vengono arrestate, poi rilasciate.
• Il 31 d’Ottobre 2013, una coppia è arrestata dopo la violenta repressione dell’emozione provocata da un verdetto al tribunale di Cergy, una coppia è vittima di violenze poliziesche e ISMAHENE è minacciata di stupro dai poliziotti. Ed è la coppia ad essere accusata d’oltraggio.
• Il 6 febbraio 2013, a Strasburgo un metalmeccanico d’Arcelor Mittal venuto a manifestare perde l’uso dell’occhio dopo una sparata di flashball.
• Il 31 dicembre 2011, la polizia di Chiaramonte Ferrando si accanisce su WISSAM EL-YAMNI che cade in coma prima di morire. Nessuna giustizia sarà resa alla sua famiglia.
• Nel 2010, la polizia svizzera amazza con fucile mitragliatore UMUT, un giovane curdo, per furto di macchina, discolpa gli assassini e reprime il fratello gemello ed uno dei suoi amici.
• Il 9 maggio 2008 a Grasse, ABDELHAKIM AJIMI muore dopo un arresto. Benchè condannati a 18 e 24 mesi di carcere, i poliziotti rimangono in posto.
•Questo mese JOSPEPH GUERDENER è assassinato con tre proiettili nella schiena da un carabiniere mentre intentava di scapare della gendarmeria di Draguignan. La Corte d’Assise di Draguignan ha dichiarato che è stato compiuto “un atto prescrito e permesso dai dispositivi legislativi o regolamentari”. Particolarità importante: Joseph era zingaro.

Gli sbirri, è un pericolo per le persone prostitute, profittono de la loro situazione precaria per vittimizzarle, sapendo bene che per loro sarà difficile chiedere giustizia.

Come vittima, potrei pensare che denunciare in questura è una scelta corretta. Sembra che la giustizia deve fare il suo lavoro senza discriminazione. Ma la realtà è tutt’altra. Cosi un militante fascista di Clermont-Ferrand è condannato a due anni di carcere per aver sparato su militanti in procedura di flagrante per evitare ogni inchiesta. Mentre dall’altra parte le autorità rifiutano di liberare il militante basco IBON IRRADI, malato di sclerosi in placche, nonobstante il parere dei medici; è stato condannato per avere voluto difendere l’independenza del suo paese, e rimane in carcere con Gerorges Abdallah. Anche penso a ZEHRA KURTAY, militante e giornalista turca, liberata dalla Turchia per ragioni medicali dopo del suo sciopero della fame e di nuovo incarcerata in Francia da un anno e mezzo. IBAI PENA, militante abertzale e antifascista che ha scapato con i suoi compagni la tortura e la prigione nel Paese Basco sud, è stato estradato con un Mandato d’Arresto Europeo dallo Stato francese e gettato in prigione per 5 lunghi anni. ENGUERRAND festeggerà il suo compleanno in prigione il prossimo 14 settembre.

Prigioneri che muoiono e sono torturati in prigione perchè si rivoltano contro lo Stato francese imperialista e razzista di un lato. Dall’altra parte, militanti fascisti e poliziotti se la cavano con delle pene leggere o niente pechè servono il Capitale. Non sono schierata dalla buona parte per essere difesa dalla giustizia borghese.

La giustizia borghese, gli sbirri e lo Stato francese sono i nostri nemici, e dobbiamo buttarli giù. Questa giustizia che non merita il suo nome ha scelto di liberare Esteban Morillo, l’assassino di Clément Méric. Non solo è ingiustizia, ma è anche dichiarare che la giustizia è schierata dalla parte dei fascisti, degli assassini. E’ una mano tesa al gruppo di sostegno “Giustizia per Esteban”, un lassismo in direzione dei fascisti e alla violenza impunemente. Mentre noi, militanti antifascisti, siamo sempre sorvegliati e presi a manganellate.

Lo stupro è un crimine, crimine punito dalla legge. Nei fatti sono 150 000 stupri ogni anno, e 198 000 tentativi ogni anno. Una donna è stuprata ogni sette minuti. Però in undici stupri c’è solo uno che viene denunciato in questura. 1356 condannazioni per stupro in 2010, siamo lontano dei 150 000 stupri effettivi.
Ciò che possiamo anche vedere, è il caso della canadese stuprata collettivo dai poliziotti al 36 Quai des Orfèvres. Gli sbirri fanno ciò che vogliono, dai loro graduati sono protetti. Bisogna lasciarsi fare di fronte a questi aguzzini in divisa? No. Dobbiamo mostrare ai fascisti, agli sbirri di che cosa siamo capaci, ciò che siamo: solidali e pericolose e pericolosi.

Allora è per le violenze poliziesche, per la loro politica razzista e coloniale, per la molestia e le violenze che subiscono le vittime di stupro e d’agressione sessuale dalla procedura giudiziaria, è per tutto questo che dico di “NO”.
No, non denuncierò in questura.
No, non chiederò aiuto agli sbirri.
No, non ho bisogno dell riconoscenza del mio statuto di vittima dalla giustizia borghese.
No, non subirò le violenze di una procedura.
No, non voglio di tutto questo.

Se esigete che denuncio, è come spoliticizzare il crimine che ho subito. E’ rinviarmi a un rapporto intimo tra l’agressore e io stessa. Cio che ho subito riguarda la società intera. Gliel’ ho subito perchè difendo le mie idee antifasciste e anche comuniste… Gliel’ho subito perchè rifiuto il capitalismo, rifiuto di vedere le mie strade invase dai fascisti, perchè porto la solidarietà ai proletari del mondo intero, ai militanti indipendentisti.

Rifiuto di ripetere le atrocità che ho subito davanti agli sbirri, i giudici, i procuratori, gli avvocati, e tutto il clan borghese e sessista, perchè proveranno a trovare la parte imprecisa, la parte che duole e apoggeranno sopra. Rifiuto di parlare a questa gente che vorranno sapere se ho provato piacere durante lo stupro. Perchè no, in nessun momento ho provato piacere, solo ho giunta il culmine dell’orrore. Non mi sono sentita bene, mi sono sentita male e sporca. Rifiuto di rispondere a domande sul tema, rifiuto di sentire congetture sul tema. Anche rifiuto d’esporre nei particolari dovè, a che ora, con chi e perchè ero in quel posto in quel momento. Questo non cambia niente, lui voleva quest’attacco, non è per caso. Ho bisogno della forza collettiva, di vedere mobilitazioni e sostegno. Non rimanerò giù colpita dalla repressione fascista, rimanerò militante comunista e antifascista. Questo non va frenare per niente le mie azioni e la mia determinazione a lottare.

Allora si, A.C.A.B. e sostegno a tutte le vittime di violenze poliziesche.

Lucie.

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